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Visitando il sito “in-BRIANZA” sono venuto a conoscenza della manifestazione “Premana rivive l’antico” in programma nei giorni 11 e 12 ottobre .
Ciò mi ha incuriosito e quindi, con mia moglie e due amici, decidiamo di parteciparvi.
Sabato 11 alle ore 10 circa, lasciamo l’automobile in uno dei numerosi parcheggi esterni predisposti dall’organizzazione, ed un bus navetta ci porta sino al punto di partenza di questa escursione. Entrati, lungo il percorso segnalato, ci siamo tuffati in uno spazio temporale a ritroso nel tempo. Eravamo in piena atmosfera di inizio 1900.
Il percorso si è sviluppato in parte lungo un sentiero di montagna ripido e scosceso , ed in parte lungo le stradine pittoresche del paese . Per noi che non vi siamo mai stati, Premana è stata una piacevole sorpresa.
Lungo il tragitto si sono potuti ammirare i figuranti, uomini donne e bambini, in perfetti costumi dell’epoca.
Questi “attori” svolgevano, nei vari punti del percorso, attività lavorative e/o domestiche tipiche del luogo e dell’epoca.
Era tale la naturalezza con cui si muovevano i vari attori, che alla fine gli “ alieni “ sembravamo noi visitatori.
I punti di osservazione previsti erano 54, ubicati in parte nel bosco ed in parte nel paese.
Si sono quindi potuti ammirare boscaioli che tagliavano legna e fieno, che producevano carbonella, che accudivano vari animali e riparavano attrezzi d’uso quotidiano.
Donne e ragazze che producevano burro, raccoglievano foglie mantenendo pulito il bosco, cuocevano profumate caldarroste (naturalmente a nostra disposizione ).
Su un vasto, piano dolcemente declinante, erano stati allestiti grandi treppiedi. A questi erano appese, riscaldate da allegri focolari, enormi pentole. Mentre la polenta e gli spezzatini di carne cuocevano lentamente, le donne erano impegnate a confezionare indumenti di maglia di lana, e gli uomini erano occupati a vendemmiare, rimestare i pentoloni “ed a bere” generosi bicchieri di buon vino . Tutti assieme si accompagnavano con cori di allegre canzoni popolari tipiche del luogo .
In paese il percorso si snodava portandoci a visitare piccoli opifici artigianali e minuscole abitazioni domestiche.
Abbiamo così potuto ammirare attività di produzione di forbici, coltelli (ora molto rinomati credo in tutt’Italia) ; fabbri all’opera ; costruzione di campanelle per mucche ed ovini ; formazione di gerle e bastoni dal curioso manico ad occhiello; salumai che insaccavano invitanti cotechini; non mancava il forno comune per cuocere il pane e la distilleria per la produzione di morbida grappa .
Vi era persino un “atelier di moda” in cui venivano confezionati il corredo e l’abito da sposa che nel gergo locale viene chiamato “Morel”, a causa del colore del tessuto usato che richiama il colore del livido,(anche nel nostro dialetto si dice Murel =violaceo).
Le minuscole, povere ma dignitose magioni domestiche visitate ci riportavano, con le dovute proporzioni locali ed ambientali, all’atmosfera tipica del film L’albero degli zoccoli - fine ‘800 inizi ‘900-.
Abbiamo ammirato uffici pubblici quali il Municipio, la Posta e soprattutto la Scuola. Qui abbiamo ammirato una severa maestra con tanto di bacchetta in mano ed un gruppo di bambini che con incredibile naturalezza interpretavano il loro ruolo : attori nati!
Non è stato comunque dimenticata” l’attività di svago”. C’era infatti, lungo il percorso, anche l’osteria dove si incrociavano suoni di fisarmoniche e canti armoniosi ( appunto da osteria), il tutto irrorato da generosi bicchieri di vino e grappini, ed accompagnati da assaggi di formaggio,caldarroste e noci. Una vera, genuina atmosfera di allegria.
Infine, dopo aver camminato complessivamente per 6/ 7 ore, il bus navetta ci ha riportati, magari un po’ stanchi, al parcheggio di partenza.
Insomma : ottima organizzazione tutti molto cordiali, ed una bella giornata difficilmente dimenticabile.
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Beppe Sirtori
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